la dieta sirt

ALIMENTAZIONE

Sirt ovvero i geni della longevità e della magrezza

13 Mar , 2017  

Già da tempo gli scienziati conoscevano l’esistenza delle sirtuine, un gruppo di geni coinvolti nel processo di invecchiamento del nostro organismo in grado di smaltire, in determinate condizioni, i grassi accumulati. Ma è solo dopo la recente pubblicazione del libro Sirt: la Dieta del Gene Magro che sono diventati improvvisamente di grande attualità, grazie all’affermazione dei due autori del libro, i nutrizionisti Goggins e Mattendi, di poter perdere peso in modo sano e veloce, preservando energia, tono muscolare e soprattutto il buon umore! La scoperta dei Sirt e del loro miracoloso funzionamento si deve ad alcuni studi sui meccanismi biologici dell’invecchiamento fisiologico, che, utilizzando l’apporto calorico come approccio di ricerca, ne studiarono il funzionamento in regime di restrizione calorica, evidenziandone gli effetti positivi rispetto ad importanti patologie come quelle cardiovascolari e neuro-degenerative, i sostanziali benefici rispetto alla resistenza dell’organismo allo stress e soprattutto la capacità di decelerare i naturali processi di invecchiamento, creando così le condizioni di un aumento delle aspettative di vita.

Il segreto della longevità

Studiando le abitudine e le condizioni di vita degli abitanti di una tra le popolazioni più longeve sul pianeta, gli abitanti dell’isola di Okinawa, in Giappone, diversi elementi sembrano confermare gli effetti anti-invecchiamento della restrizione calorica. Il segreto della longevità degli abitanti centenari di Okinawa, infatti, risulta essere principalmente la loro alimentazione: mangiare fino all’80% della sazietà, seguendo una dieta ricca di antiossidanti e a base principalmente di verdure a foglia verde, patate dolci, legumi e pesce.vita sana con la dieta sirtLa strategia dell’80% ha un suo fondamento biologico. Il segnale della fame esprime la richiesta biologica del nostro organismo di energia e macronutrienti. I nostri recettori “di sazietà”, quelli cioè che, avvertendo la dilatazione dello stomaco verificano che il bisogno di cibo sia soddisfatto, impiegano però circa una ventina di minuti a dare il “cessato allarme” al cervello. Il cibo che ingeriamo nel frattempo, pertanto, rischia di essere ben maggiore di quello di cui avremmo realmente bisogno. Niente di più sbagliato pertanto che mangiare “a sazietà”. Meglio mangiare lentamente, per ridurre il gap di informazione, e alzarsi da tavola ancora con un poco di fame. Eviteremo sicuramente inevitabili eccessi.

Sirtuine e dieta

Quando l’apporto calorico si riduce, per qualunque motivo, il nostro organismo attiva un meccanismo biologico di autodifesa per il suo mantenimento in salute durante la “carestia”. Tra i geni che risultano attivati dalla restrizione calorica ci sono i geni Sirt, di cui le sirtuine sono l’espressione genica. Le sirtuine, messe in allarme, accelerano la loro attività attingendo alle riserve di grasso e aumentando la resistenza del nostro organismo alle malattie. In questo modo lo aiutano a sopravvivere “nonostante la carestia”.

Sirtuine e invecchiamento

Le sirtuine sono enzimi de-acetilanti che normalmente si attivano nei regimi di restrizione calorica. Sono espressione dei geni SIRT, geni normalmente presenti nei cromosomi umani, e svolgono due funzioni importantissime per il nostro organismo:le sirtuine della dieta sirt la prima è quella di decidere quali geni vanno attivati e soprattutto quali non devono essere attivati, assicurando che restino silenti nelle nostre cellule; la seconda è quella di riparare il DNA in caso di danni. Quando si verifica un danno al Dna, a causa ad esempio dei radicali liberi, le sirtuine abbandonano la loro postazione di controllo per riparare il DNA laddove è danneggiato. Nel frattempo, però, può accadere che i geni che avrebbero dovuto restare inattivi si “attivano”. In condizioni normali le sirtuine tornano immediatamente alla precedente funzione di sentinelle imprigionando (silentando) i geni ribelli prima che possano causare dei danni permanenti. Con l’invecchiamento però i danni al Dna sono più frequenti. Le sirtuine, di conseguenza, sono costrette ad abbandonare la loro funzione di sentinelle sempre più spesso, riuscendo a compiere entrambi i compiti con una certa  efficienza. Quando i danni al DNA aumentano considerevolmente (specie con l’età) i geni ribelli hanno il sopravvento, determinando un disordine strutturale che col tempo diventa cronico e l’invecchiamento inevitabile.

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