Il Fluoro fa veramente male alla salute?

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Quello che forse ancora non sai

Il fluoro è un gas che condensa sotto forma di liquido giallo-arancio a –188 °C e solidifica a –220 °C a assumendo la forma di un solido giallastro, per poi tornare bianco nella fase di transizione a una temperatura di –228 °C.

È l’elemento chimico più elettronegativo della tavola periodica; l’unico in grado di ossidare l’ossigeno e più tossico del piombo.

Il dosaggio giornaliero raccomandato per il fluoro si aggira intorno ai 2 mg, superato il quale la concentrazione di fluoro diventa tossica.

Il rischio di tossicità nella vita quotidiana è molto elevato, in quanto  il superamento del dosaggio giornaliero raccomandato può avvenire più facilmente di quanto pensiamo: bevendo acqua “fluorizzata”, utilizzando dentifrici “fluorizzati”, chewing-gum “al fluoro” o mangiando alimenti come il frumento, l’orzo, il riso, le albicocche, l’uva, le patate, i ravanelli, i pomodori, normalmente presenti sulle nostre tavole che presentano ulteriori concentrazioni di questo elemento.

La concentrazione di fluoro nell’acqua potabile non dovrebbe mai superare le 0.3/0.4 parti per milione. In realtà però, in molte zone del mondo, Italia compresa, i valori di fluoro superano 1.5 parti per milione, ben oltre quindi il limite raccomandato.

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Le teorie sulla fluorizzazione

Alcuni studi condotti sull’argomento hanno evidenziato che quantità pari già a 0.45 parti per milione di fluoruro di sodio nell’acqua potabile inducano un avvelenamento lento e graduale, in grado di debilitare le facoltà mentali e fisiche.

Sulle stessa lunghezza d’onda sono via via nate diverse teorie sulla cd. “fluorizzazione delle masse”, che individuano nel fluoro lo strumento che una segreta oligarchia di potenti utilizzerebbe per il controllo delle menti. L’utilizzo pionieristico di questo elemento sembrerebbe sia stata una prerogativa del regime nazista, poi anche dei sovietici.

Alcune aziende chimiche ne avrebbero prodotte enormi quantità per poi addizionarle all’acqua potabile all’interno dei campi di concentramento, con lo scopo di impigrire la capacità critica delle menti dei prigionieri.

ll sospetto di stare subendo un vero e proprio avvelenamento legalizzato, seppur ci possa lasciare perplessi, deve spingerci verso una informazione mirata e costante, per essere in grado di tutelare la nostra salute e quelle dei nostri figli.

La perplessità principale nasce dall’osservazione della costante diffusione degli integratori anti-carie al fluoro, che ci vengono comunque consigliati da pediatri e dentisti, nonostante alcuni studi sugli effetti del fluoro sulla carie sembrino puntare quanto meno sull’inefficacia del fluoro contro le carie, quando non tirano in ballo la sua pericolosità per la salute. Checché se ne dica e se ne legga i dentifrici di tutto il mondo sono pieni di fluoro, e continuiamo ad essere bombardati da messaggi pubblicitari che ne tessono le lodi, facendo del fluoro il nostro migliore alleato nella lotta alla carie!

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Tra le tante teorie “cospiratorie” sulla fluorizzazione di massa ce n’è una molto interessante che a riguardo fornisce una spiegazione a dir poco terrificante. Ritiene che alla base di questo scellerato impiego del fluoro ci siano solo interessi economici. A fondamento dell’affermazione c’è il fatto che il fluoro è un rifiuto nucleare il cui smaltimento risulta piuttosto costoso. Sembrerebbe che a partire dagli anni ’40, senza alcun riscontro scientifico sui possibili danni per la salute, piuttosto che smaltirlo con alti costi  sia stato incanalato verso più lucrosi impieghi.

I danni per la propria salute

All’atto pratico, senza arrivare ad abbracciare nessuna teoria cospirativa o utilitaristica, il fatto è: che i fluoruri sono fra i più potenti veleni enzimatici ad ampio spettro; che il fluoro ha una tossicità elevatissima, superiore a quella del piombo; che le alte concentrazioni nell’acqua potabile inducono un avvelenamento lento e graduale; che provoca molteplici malattie come allergie, arteriosclerosi, osteoporosi, tumori, oltre a malformazioni fetali; che nelle industrie con alte concentrazioni di polvere di fluoro, i tumori polmonari sono più frequenti!

In questo contesto risulta evidente come possano trovare facile spazio le più disparate e a volte avventate teorie. Fondamentale in questa questione ritengo essere il buon senso. Sappiamo che la quantità è tutto in medicina. Una giusta posologia determina la guarigione, un eventuale abuso una serie di controindicazioni e effetti nocivi.  Altre sostanze trovano in quantità minime un utile complemento per la cura di alcuni disturbi, come ad esempio il litio che è impiegato nel trattamento della depressione e di altri squilibri neuro-psichici e che, in grandi dosi diventa altamente tossico per il sistema nervoso.

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Le possibili soluzioni

Un’attenzione costante ai nostri consumi ci consentirà di  tutelare efficacemente  la nostra salute e quelle dei nostri figli. Per quanto riguardo l’utilizzo dell’acqua potabile basterà leggere le etichette delle marche che siamo soliti consumare (ricordiamo che la concentrazione di fluoro nell’acqua potabile non dovrebbe mai superare le 0.3/0.4 parti per milione). La normativa vigente obbliga infatti le aziende produttrici a indicare sui prodotti le sostanze di cui sono composti, e questo ci faciliterà sicuramente il compito. Per l’acqua del rubinetto invece, che siamo soliti usare  in mille altri impieghi sarà sufficiente acquistare uno dei tanti sistemi depurativi in commercio.

Per quanto riguarda il dentifricio basterà semplicemente orientarsi verso prodotti “sicuri”  (la concentrazione massima autorizzata per il fluoro nei dentifrici fissata dalla direttiva europea (76/78/CE) è di 1500 ppm o 0,15% di fluoro. I prodotti specifici per bambini poi ne devono contenere una concentrazione minore (500 ppm). ).

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Facciamo in casa il nostro dentifricio

Un’ulteriore soluzione è quella di ricorrere al “ fai da te”,  realizzare cioè in casa un prodotto per la pulizia dei nostri denti.

Basterà mescolare un po’ di argilla bianca con 100 ml d’acqua (possibilmente depurata!) aggiungendo una decina di gocce di olio essenziale al timo, alla salvia o alla menta per un effetto antibatterico. Mescolando il tutto si otterrà  un composto di una consistenza molto simile a quella dei “normali” dentifrici che conserveremo in un barattolo di vetro precedentemente sterilizzato.

Per un effetto sbiancante si potrà procedere con l’aggiunta di una piccola quantità di bicarbonato di sodio. In questo caso se ne consiglia l’impiego per brevi periodi considerando l’effetto abrasivo del bicarbonato. Eviteremo così di graffiare lo smalto dei denti.

 

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